chi siamo

Non è mai tardi per rivoluzionare la propria vita. Ognuno di noi è libero di scegliere come e quando. Noi l’abbiamo fatto decidendo di darci alla pastorizia e rimanendo fedeli all’amore della nostra vita: la ceramica.
(Ariu ceramiche)

Il laboratorio nasce nel 2001 con la creazione di Ariuceramiche, la piccola bottega di via Costituzione 16 nel centro storico di Cagliari. Una Laurea in storia dell’arte per Cristina, una maturità d’arte applicata in ceramica per Stefania e un progetto in comune: dare forma e colore a quell'infanzia, dove contadini e pastori, tessitrici e falegnami animavano il nostro paese natio: Mogoro.
Da oltre dieci anni realizziamo manufatti in ceramica. Nel tempo l’impegno, la passione e la voglia di cercare nuovi stimoli ci hanno portato a studiare un oggetto – la pecora – che fosse allo stesso tempo simbolo, tradizione e innovazione. Una rappresentazione della terra, della nostra Isola, che non è soltanto mare, ma anche sudore, pascolo, territorio. Lo spunto è quello della nostra infanzia dove forme e suoni del mondo agropastorale coloravano le nostre giornate. La pecora diventa così la metafora di un popolo dedito sin dall’antichità alla pastorizia, a tutt’oggi una risorsa dell’economia regionale. Nasce così la pecora nelle fattezze e dimensioni attuali (da h 7,5 cm fino a h 50 cm) realizzata interamente a mano in argilla pirofila, decorata a incisione su sovrapposizione di engobbi, con il tipico ricciolo che caratterizza il nostro laboratorio.
Il gesto identitario si traduce nell’oggetto, e la pecora diventa il simbolo non solo della nostra terra ma del nostro lavoro. Attraverso una progettazione attenta e continua, ancora oggi, cerchiamo di sviluppare i disegni iniziali cercando di spingerci oltre i confini dell’usuale.
Cambiano le proporzioni, ma non la lavorazione, né le tecniche decorative.
E' così che nel 2012, con lo stesso spirito, lo studio della materia si spinge alla ricerca di memorie lontane, e nasce Bixinau, ultimo progetto della bottega, un racconto tridimensionale in omaggio a tutte le donne, zie, nonne e bimbe che animavano le vie e i vicoli del nostro paese, con i loro sorrisi, le loro movenze, la loro imponenza.
Un tributo alla Vita che trova forma nell'argilla refrattaria, lavorata, ancora una volta, interamente a mano, senza l'uso del colore, rigorosamente in bianco e nero, per lasciare spazio solo all'essenza del gesto. Bixinau si potrebbe tradurre col termine “vicinato” ma non rende l’idea di famiglia allargata che Is Bixiasa, le donne, rappresentavano. Le casalinghe, sveglie dalla mattina all'alba, che si incontravano in diverse ore del giorno come in un salotto, a scambiarsi opinioni, ricette, a sparlare dei mariti o della vicina che in quel momento aveva la sfortuna di essere assente.
Ognuna delle nostre donne rappresenta un suono diverso di Su Bixinau.

Cristina e Stefania

come lavoriamo

Il processo di produzione per la realizzazione dei nostri manufatti segue i dettami dell’argilla che, nel caso delle nostre pecore, deve essere prima sfogliata secondo lo spessore necessario in funzione della grandezza dell'oggetto, poi sapientemente piegata per dare forma al corpo, lavorata attraverso gli strumenti che ci permettono di renderla uniforme nella superficie, e conclusa nella testa, realizzata in ultimo. Il decoro avviene in seconda battuta, quando l’argilla raggiunge la consistenza cosiddetta “a durezza cuoio”, uno stadio in cui ancora non si è completamente asciugata. Più strati di engobbio colorano la pelle esterna della pecora, i primi di colore bianco, gli altri dal nero ai più accesi. Solo in ultimo con un punteruolo si incide la superficie colorata dando vita ad un ricciolo, studio attento della spirale di Fibonacci e di quella di Archimede, che nel segno vuole riprodurre la vivacità dell’originale. Nuovi volumi, spessori insoliti e colori essenziali sono l’emblema del nostro gesto.
Sulla base di questo processo prendono forma anche tutti i nostri prodotti, dalle forniture per la casa alle piastre, sia di piccole sia di grandi dimensioni, anch'essi forgiati secondo il procedimento dell'argilla lavorata a sfoglia, decorata per sovrapposizione di engobbi e incisa a mano.
Con le nostre Donne, pur mantenendo il processo della lavorazione a sfoglia, sperimentiamo, invece, l'uso dell'argilla refrattaria, più duttile nella fase di modellazione, più vicina, nella fase di asciugamento, alla superficie della pietra per fattezze: porosa o liscia a seconda della lavorazione.
Questo ci permette di operare sulla materia conferendole sembianze scultoree, proprio per la versatilità del materiale, ottenendo così contrapposizioni di superfici che conferiscono all'oggetto plasticità e spessore.

siamo anche le persone di cui
ci circondiamo

Presto te ne presenteremo alcune...